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Fucecchio in festa in un giorno del 1574, può esibire tutto
ciò che produce ed esporta ed anche quello che importa, in
questo periodo. Intrattiene rapporti commerciali con città
di grande importanza come Firenze, Pisa e Bologna e con
altre località della Toscana come Empoli, Montaione, Colle
Val d'Elsa e San Gimignano.
Fucecchio esporta seta, lana, carbone, bovini, anatre e
uccelli di padule; importa invece panni canapini, funi,
cordami, canapi, fiaschi, manufatti di cuoio, bambagia,
candele e sapone.
Nei
giorni di festa tutta questa mercanzia è esposta e messa in
vendita; e al contempo notabili, nobili e contadini si
mischiano tra loro. I venditori cercano di fare buoni affari
e spesso, avvicinano i passanti con insistenza; le donne
sembrano le più interessate, soprattutto alla seta, alla
lana ed ai panni che hanno vivaci colori.
C'è
una contadina che offre ortaggi e una donna che vende le
candele fatte di sego(moccoli), buone per illuminare le
case, in particolare quelle povere, le catapecchie, che a
Fucecchio non mancano. I nobili si spostano da un venditore
all'altro; ci sono giovani donne che occhieggiano, attirate
più dai giovanotti che dalla mercanzia; ci sono un
cavaliere, un mendicante, delle prostitute, un pellegrino,
un carbonaio, un frate e dei bambini da soli ed altri con i
loro genitori. ci sono popolane che offrono le schiacciate
tipiche del giovedì santo, zuccherini e pan di ramerino.
Infine
ci sono due maliarde (streghe), che tutti guardano con
sospetto; i genitori cercano di tenere lontani i propri
figli, che invece sono incuriositi ed affascinati dalle due
strane figure.
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